I Ragazzi di Bucarest di franca Schininà

Nell’ottobre 2006, mi recai, per conto dell’O.I.M. e della Fondazione PARADA, in Moldova e Romania, per realizzare un lavoro sui bambini e ragazzi di strada, “i ragazzi dei tombini”…
Ragazzi e bambini disperatamente soli, venuti al mondo, forse, per errore, ed ora considerati un errore dalla società che vive ignorandoli.
Ragazzi abbandonati, dimenticati, rinnegati; scomodi nella misura in cui li si vede, randagi, rimescolare nella spazzatura in cerca di rifiuti che permettano loro di continuare a sopravvivere, sempre con il loro sacchetto in mano, pieno di colla…
Nomi, volti, sguardi: distaccati, impauriti, senza speranza; storie, tutte differenti, ma ugualmente simili. AMORE, ti chiedono i loro occhi; solo un immenso bisogno di amore.
E vorresti, in quei momenti, aiutarli in qualsiasi modo; prometti, magari, di poter fare chissà cosa; daresti loro il tuo cuore, ma… torni a casa.
E… iniziano i ricordi, struggenti: Mirel, dolcissimo, che mentre mi conduceva per Bucarest per farmi conoscere ed incontrare i suoi compagni di vita, mi parlava dei suoi sogni.
Mia, strana, lunatica, a volte sfuggente, ma tanto fragile e bisognosa di quell’affetto che le era stato rifiutato; scesa nei tombini piccolissima. Amava Van Gogh e trascorreva le sue giornate dipingendo e imitando, piuttosto bene, il suo Maestro.
E poi, Corina, la famosa Corina; di lei avevano parlato tutti i giornali; sulla sua vita avevano, persino, scritto un libro e girato un film.
Corina, bellissima, che odiava la madre per averle rubato l’infanzia; scesa nei tombini ad appena 11 anni… ma poi aveva incontrato Miloud e, con lui, la speranza.
Oggi è avvocato, è fidanzata…, ma non riesce né a dimenticare, né a perdonare.
E ancora volti, ancora sguardi, ancora nomi…
Sei a casa, tutto ti sembra estraneo intorno, ti chiedi ripetutamente cosa ci fai lì, perchè non sei rimasta con loro e ti rendi conto di quanto ti manchino, di quanto amore siano stati capaci di donarti, loro, ragazzi dei tombini, che vivono, randagi, sniffando colla, per dimenticare…
Fame, freddo, solitudine.

franca Schininà

Per chi desiderasse aiutarli, si può presentare la mostra I Ragazzi di Bucarest (25 immagini in B/N, 30x40cm), assieme, se possibile, alla proiezione dello splendido film PA-RA-DA di Marco Pontecorvo (e, magari, con la presenza del regista). Per l’occasione, si può distribuire materiale informativo e da vendere (piccole cifre), per raccogliere fondi, che vengono inviati direttamente alla Fondazione.

QUI ulteriori contatti.

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